
Quanti di voi hanno sognato di abbuffarsi davanti ad una vetrina stracolma di dolciumi con forme, tipologie e colori diversi, oppure hanno sognato di addentare improvvisamente un bel pezzo di pane appena sfornato dal fornaio, senza però che fosse ancora il momento giusto per farlo?
L’arte culinaria è tradizione e storia nei secoli dei secoli e rappresenta per il mondo intero motivo di orgoglio e passione per il buon cibo.
I dolciumi soprattutto sono un’alimento di cui andiamo molto fieri, pensiamo per esempio a dolci come la tradizionale “Torta coi bischeri” toscana, oppure al famosissimo “Babbà” napoletano“, o ancora alla “Cassata siciliana“, al “pancake” o al “cheescake” inglesi, tutti questi alimenti hanno in comune due fattori importanti: l’arte e la passione.
La stragrande maggioranza degli alimenti consumati nel mondo viene preparata utilizzando prodotti di alta qualità, che contribuiscono alla creazione di valore.
Con l’introduzione dell’automazione e della chimica all’interno del ciclo produttivo, però, si sono creati, con il tempo, problemi legati alla sicurezza alimentare, che sono sfociati in veri e propri “disastri alimentari“.
Come ricorda la Bbc, il 18 Novembre 1981, nella fabbrica Bird’s Custard nell’Oxfordshire, fuoriuscì della polvere da un contenitore utilizzato nel processo di produzione di crema pasticcera, esplodendo e ferendo 9 persone.
Un evento simile ma con gravità maggiore accadde, nel 1919 a Cedar Rapdis Iowa, dove persero la vita 48 persone all’interno di una fabbrica di amido di mais, che tra l’altro, rase al suolo parte della città, generando uno spettacolare evento catastrofico.
Nel 1977 invece, a Westwego New Orleans Louisiana, morirono 35 persone a causa di una serie di esplosioni a catena, che coinvolsero alcuni silos per il grano.
Altri eventi simili sono accaduti anche nel nuovo millennio, come per esempio l’incendio della polvere in una fabbrica di Kunshan in Cina, nel 2014 che generò 97 vittime.
Uno studio di settore ha contato, che, nel 2022 sono accadute circa 50 esplosioni di questo tipo, sebbene non tutte le produzioni fossero specifiche nel campo alimentare.
Una spiegazione scientifica attribuibile a tale fenomeno, sarebbe costituita dal fatto che, in molti dei casi, l’oggetto che ha generato l’esplosione fosse costituito da materiale combustibile come: farina, amido di mais, zucchero, polvere di carbone, plastica in polvere e polvere di alluminio.
Da cui la possibilità di generare esplosioni se trasportate in aria in modo non controllato.
Una volta sospese in aria, queste particelle aumentano l’esposizione della propria superfice con l’ossigeno, amplificandone il rischio combustione, se poi, raggiungono un eccessivo surriscaldamento a causa di attrito, o della presenza di elettricità statica, l’incendio può diffondersi quasi istantaneamente.
Tutto questo, per sottolineare come possa essere così tanto innoquo e succulento un alimento come l’amido di mais o la crema pasticcera in polvere, quanto meccanismo combustibile ad elevata pericolosità, se a contatto con agenti chimici di varia natura, nella vita reale e fuori dalla tradizionale fabbrica di prodotti alimentari.