Non è un avatar.
È un gesto dell’immaginario.

Gioca mentre il mondo produce distrazione,
sorride dentro un acquario di segnali,
apprende la grammatica invisibile del desiderio.

Ogni click è una soglia.
Ogni errore, un linguaggio.
Ogni vittoria, una simulazione di felicità.

Nel silenzio digitale del fondale,
qualcosa osserva, cresce, muta:
non il corpo,
ma l’immagine di ciò che il corpo potrebbe diventare.

By admin

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