Nel teatro antico del corpo
nessuno entra con il proprio volto.
Ogni gesto nasce già scritto,
ogni sorriso è una lama levigata,
ogni inchino una strategia.
La maschera non nasconde.
La maschera rivela.
La Commedia dell’Arte
non racconta personaggi,
ma dispositivi eterni dell’umano.
Siamo ancora lì.
Cambiano i palchi,
si moltiplicano gli schermi,
ma continuiamo a indossare ruoli
per essere amati, temuti, ricordati.
Ogni profilo è una maschera.
Ogni algoritmo una regia invisibile.
E forse la verità
non vive nel volto nudo,
ma nella parte che scegliamo di interpretare.
Perché l’arte lo sapeva già:
la finzione è il sentiero più diretto verso il reale.

